◊◊◊ Dottor Mariano Loiacono ◊◊◊ |
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Il Metodo Alla Saluteper il trattamento dell’alcol-farmacodipendenza e del “disagio diffuso” 1. La salute globaleDa almeno quindici anni sono divenute evidenti nuove problematiche e disagi (le “dipendenze”, gli stili di vita dismaturi e psicotici, le patologie correlate, i disagi asintomatici, la frammentazione comunitaria e istituzionale, la omologazione della specificità e diversità) che richiedono alla Medicina una nuova qualità di interpretazione (teoria) e di risposte (prassi), in quanto si sono rivelate poco adeguate o inefficaci le interpretazioni e le risposte (teoria-prassi) che stanno ancora all’origine della organizzazione medico-sanitaria e medico-sociale “tradizionale”. Tali sfide ed emergenze pongono innanzitutto e prima di tutto l’esigenza di un “nuovo” concetto di “salute” che non si limiti a definire una “assenza di malattia” o un “equilibriofisico-psichico-sociale”. Il nuovo concetto lo possiamo esplicitare partendo dal termine latino “salus”. “Salus “ viene dalla stessa radice di “salvus” (salvo). “Salv-us” a sua volta deriva dal sanscrito “sarv-as”, il cui significato fondamentale è “intero, tutto”. Salute e salvezza, dunque, sono solo due punti di vista dello stesso tronco: significa che in quella persona, in quella situazione si ha a che fare con un “intero”, con un “tutto”. Più si è parziali, più vi sono frammenti e meno vi è salute. Più i vari frammenti, le varie persone della persona sono com-presi in un intero, nel proprio intero, più vi è salute. Più frammenti o persone vengono com-presi, più l’intero, il proprio intero, cresce. La dinamica di accrescimento dell’intero riguarda tutti (a parte la caratterizzazione iniziale in paziente-operatore, malato-terapeuta) e si esprime in una costante teoria-prassi. Il ruolo di enzima-substrato, in questa dinamica di accrescimento, è reciproco, dialettico, creativo, modificabile in base alle tappe percorse e alla memoria storica “vissuta”. Ognuno si autocostruisce in maniera autorefenziale e progressiva, aiutato da un contesto “devoto”, sensibile al programma specifico di quell’intero. Le “dipendenze”, gli stili di vita dismaturi e psicotici, le patologie correlate, i disagi asintomatici, la frammentazione comunitaria e istituzionale, la omologazione delle specificità e diversità, sono tutte manifestazioni di parzialità, frammentazione dell’intero e, quindi, di non salute o perdita della salute. 2. I “Gruppi alla salute”I “Gruppi alla salute” rappresentano una nuova metodologia per ri-generare la propria salute, a partire da una delle situazioni prima esposte, e si propongono di raggiungere le competenze sufficienti a vivere da intero e ad accrescere il proprio intero “viaggiando” nella vita reale e rimanendo nel proprio contesto di appartenenza. Dopo una ricerca sperimentale avviata dal 1977, è iniziata nel 1991 la sperimentazione definitiva del metodo presso la Parrocchia Mediatrice di Troia, la Associazione Nuova Specie di Cavallino (Le), il Servizio di Alcologia degli OO.RR. di Foggia, l’Associazione Alla Salute, Il Comune di Urbania (PU), l’Università di Urbino. Tale sperimentazione continua tutt’oggi, riferita soprattutto a soggetti alcoldipendenti o persone che manifestano il “disagio diffuso”. La metodologia prevede un incontro settimanale della durata di circa due ore e mezza. L’intera esperienza è consigliata per due anni, La partecipazione è “aperta”: è possibile uscire o entrare nel gruppo in un qualsiasi momento, purché lo si comunichi. L’incontro si svolge in quattro fasi:
L’incontro è condotto da un accompagnatore che ha già fatto in precedenza quel viaggio, si è formato alle dinamiche di vita o di gruppo, si rende disponibile ad accompagnare altri sulla strada da lui già percorsa. Sono previsti progressivi cambiamenti nei “rapporti con sé”, nei “rapporti forti”, nei “rapporti con i gruppi”, nei “rapporti col Globale”, che connotano in maniera sempre nuova e inedita l’intero di quella specifica persona. 3. Diffusione e verifica del metodoNel 1997 vi è stata la prima sperimentazione nelle Marche (Urbania) e con studenti dell’Università di Urbino, E’ in programma la nascita di “Gruppi alla Salute” a Sakakini (Cairo). Dal 1997 si sono avviate nuove esperienze (“Famiglie alla Salute”) ispirate alla medesima metodologia e condotte da persone che hanno fatto in precedenza esperienza protratta nel tempo e formazione alle dinamiche di vita o di gruppo. Per loro è prevista una supervisione quindicinale. Nel dicembre 1998 è stato attivato un “Gruppo alla Salute” con gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia della sede di Foggia. Da molti anni è attiva una collaborazione formativa e operativa con l’Università di Bologna (Cattedra di Sociologia della conoscenza del Dipartimento di Sociologia), con l’Università di Urbino (Cattedra di Sociologia I della Facoltà di Sociologia). Scambi esistono con la Clinica di Neurologia dell’Università di Bari, con la Facoltà di Magistero della medesima Università, col Provveditorato agli Studi di Foggia, con la Congregazione dei Comboniani. |